la trama

Il Timavo, fiume entrato nel mito, nasce dalle Alpi Giulie, si fa inghiottire dalla terra scorrendo nel sottosuolo, riemerge a Duino e poco distante si getta nell’Adriatico. È da sempre luogo di esplorazioni reali e leggendarie, ricettacolo di paure, leggende, teatro di guerre, ispirazione di letterature e d’idee di libertà. Il libro di Bait accompagna il lettore in un percorso reale e immaginario, geologico e letterario, seguendo il misterioso scorrere del fiume, la cui acqua è simbolico elemento di vita, morte e rinascita. Oltremodo, luogo fluido che accetta ogni genere di mescolanza e scambi, quanto mai significativi in una zona di confine (Italia, Croazia e Slovenia) e di confronto di culture. È uno straordinario ‘libro fluviale’, che porta in superficie molte storie, sottratte dallo scrittore all’oblio: il Timavo è l’acqua dell’Averno e della redenzione, di Diomede e degli Argonauti, di Rilke e di Kosovel, di un fonte battesimale cristiano e di Trieste, che disseta. Il testo è arricchito dalla prefazione di Predrag Matvejevic’, dissidente russo-croato autore di Breviario mediterraneo.

Maurizio Bait
Il fiume degli abissi. Storia, uomini e leggende attorno al Timavo
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