Natale 2023

Il Natale dei ricordi

di Maria Cristina Vitali

Natale.

Natale di chi non c’è più. Di ricordi rapinati dal tempo, che i giorni, gli anni, i decenni han sgretolato come foglie danzanti nel vento invernale.
Natale di gioie dimenticate, di coltivate malinconie.

Natale che si faceva presepe, disteso nell’aròla della grande cucina.

Fra l’acquaio e la porta che dava sul brolo, alta sul basamento di mattoni, l’austera aròla era sacrario di un immutato rituale: un’asse grezza di legno chiudeva l’imbocco della canna fumaria; la camera del fuoco si rivestiva di carta blu notte con improbabili stelle, che non celava del tutto il bassorilievo di Napoleone a cavallo.

Carta da pacchi, spruzzata ad acquerello con i colori della terra e del bosco, pennellata con la colla di farina e subito a spaglio cosparsa di ruvida sabbia, simulava scoscese montagne, che digradavano sulla piana di muschio. Il muschio, che il grattino aveva gentilmente rubato ai rami del pruno esposti a mezzanotte, era verde e morbido ancora, identico, al tatto, al pelo del micio di casa e la bimba che ero lo carezzava rapita.

Da fogli di carta velina erano svoltolate le piccole case inerpicate sui monti, costruite in tempo di guerra da chi, rimasto ad attendere in Patria, pensava ai figli, ai fratelli soldati, e le case più grandi, modellate in argilla e dipinte da mani più esperte che ricordavano ancora, ben dopo la guerra e la prigionia, i villaggi di Libia e di Palestina.

Ecco il fiume, nel quale scorreva la stagnola dei cioccolatini, e il pozzo, col secchio minuscolo ricavato da un tappo di sughero, e il minaccioso palazzo di Erode, più simile forse a una casa romana. E i palmizi dall’anima in filo di ferro, sempre un poco sbilenchi, e il ponticello di cannucce, e il lago, verde illusione di vetro.

Ecco la grotta di cartapesta in cui sarebbe nato il Bambino di Luce.

Da due cassettine di legno, che avevano contenuto i cubetti di cotognata e, a quanto seriamente asseriva la bimba che ero, ne serbavano ancora il profumo, uscivano, ravvolte anch’esse nel bianco giallognolo della carta velina, le statuette che avrebbero animato il paesaggio. Le anitroccole si disponevano in fila sul ponte, l’asinello senza un orecchio si abbeverava al pozzo, oche e galline popolavano l’aia, l’ispido cane pastore si inerpicava su uno spuntone di roccia: si distribuivano tutti secondo uno schema mai disatteso, ognuno nel luogo e nella posizione che il tempo e la tradizione avevano loro assegnato.

Le pecore, il muso nero a far capolino dai bioccoli di vera lana si incamminavano in fila, sulle bianche zampe di stecchini dipinti. Una sola era zoppa: uno stecchino si era perduto e, chissà perché, nessuno l’aveva più rimpiazzato. Si sorreggeva appoggiata alla grotta: lei, quella invalida, la più vicina al Bambino.

Sul fondo della cassetta, continuavano il loro sonno solo i cammelli, che avrebbero atteso la notte dell’Epifania per fare la loro comparsa, maestosa ed effimera, al fianco dei Magi e dei palafrenieri.

Vecchi e bambini, poveri e ricchi, la lattaia e la guardiana di oche, i pastori e gli artigiani: ciascuno di loro al suo posto. Penultima, la statuetta più vecchia, minuscola e umile ma, agli occhi della bimba che ero, la più preziosa, perché appartenuta alla nonna, di quando era piccola ed altri, per lei, facevano il presepe. Raffigurava una donnina vestita di azzurro sbiadito, il capo coperto da un candido panno e, poiché mancava del piedistallo, la si accostava alla pendice del monte.

Per ultima, si colmava la grotta: l’asino e il bue, San Giuseppe e la Madre. La greppia ancor vuota.

Dopo la Messa, nel tepore profumato dalle scorze di mandarino messe a seccare sulla cucina economica, adulte mani meticolose e colme d’amore consegnavano il Bimbo alle piccole mani paffute della bimba che ero: un piccolo bacio sul viso di terracotta dipinta, e, con gesto esitante, Egli era infine deposto nella greppia, tra l’asino e il bue, ove l’avrebbe accolto, ed amato, la Madre.

Natale.

Natale di chi non c’è più e pure, ricordo e rimpianto, c’è ancora.

 

Maria Cristina Vitali, Natale 2023